Le cultivar tradizionalmente impiegate sono quelle tardive e medio-tardive, con colore della polpa giallo chiaro o bianca e colore della buccia giallo o bruno rossastra. Sono escluse le varietà precoci.

La dimensione del tubero è medio/piccola compresa tra 40 e 80 mm., di forma allungata, ovale o rotonda.

I terreni preparati secondo la cosiddetta "sistemazione a porche", devono risultare particolarmente soffici, ben strutturati e drenati per agevolare la penetrazione radicale del tubero ed evitare il ristagno idrico. Il metodo di produzione prevede la concimazione con letame o concime organico e l'eventuale aggiunta di azoto, fosforo e potassio, sono esclusi i trattamenti chimici per il disseccamento della parte aerea della pianta.

L'aspetto esterno della Patata di Montese si presenta regolare, senza infossature dei germogli o rugosità con uniformità di colore ed assenza di zone verdi.

Dopo la cottura, la polpa si caratterizza per una pasta fine, soda e compatta, mediamente farinosa a seconda delle varietà.

Il prodotto può essere conservato fino alla primavera successiva

 

Patata di Montese

Il marchio di tutela "Patata di Montese" è stato realizzato dalla Camera di Commercio di Modena in collaborazione con il Comune di Montese, la Comunità Montana Appennino Modena Est, altri comuni dell'area, il GAL e le Associazioni agricole della zona per rispondere all'esigenza del consumatore di essere certo di acquistare le vere "Patate di Montese".

Il marchio collettivo "Tradizione e Sapori di Modena" è finalizzato alla tutela delle tipicità agroalimentari modenesi.

Il marchio è di proprietà della Camera di Commercio di Modena, che sorveglia sul corretto uso dello stesso direttamente o avvalendosi delle verifiche di un Organismo di controllo terzo e indipendente.